BLOG del Gruppo Bianalisi

Check-up tiroideo

Sempre più persone soffrono di disturbi legati alla tiroide, un'importante ghiandola coinvolta nella regolazione del metabolismo basale e in numerosi importanti processi. Dal suo malfunzionamento possono derivare sintomi a carico di diversi organi, ecco perchè è importante effettuare dei controlli frequenti.

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Prevenzione: un semplice e rapido emocromo

Le piastrine sono i più piccoli elementi figurati del nostro sangue e rivestono un ruolo fondamentale nella coagulazione; queste cellule, infatti, aggregandosi sono in grado di bloccare le emorragie. Le piastrine si attivano soltanto in risposta a stimoli ben precisi; se avvenisse il contrario, se cioè si aggregassero quando le circostanze non lo richiedono, o se, al contrario, non si attivassero al momento in cui il loro intervento è richiesto, si avrebbero conseguenze molto severe per l’organismo. La conta delle piastrine nel sangue è molto utile per diagnosticare diversi disturbi, non solo del midollo osseo, fegato, coaugulazione, ma anche in caso di tumore, artrite e infezioni di diverso tipo.Un check-up periodico, con un semplice e rapido emocromo, è il modo migliore per prevenire o intervenire tempestivamente in serie patologie. Vi aspettiamo.

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Nuove apparecchiature Walker View e Iso-Free
Scritto da Redazione Medical Center 17 gen 2020

Medical Center si è recentemente dotato di nuove e sofisticate attrezzature con cui è possibile valutare lo stato e la forma fisica ed eseguire allenamento e recupero funzionale personalizzato. WALKER VIEW Un tapis roulant computerizzato ad alta tecnologia in grado di valutare contemporaneamente ed in tempo reale sia una analisi del passo che del movimento  di tutti i segmenti del corpo. Permette, con un avanzato  sistema di sensori,  telecamere e monitor ad alta risoluzione,  di eseguire  esami  e tests posturali e di movimento specifici  ed allo stesso tempo  di trattare direttamente la Persona correggendo in tempo reale l’assetto posturale in fase dinamica e di movimento, in più valutando di continuo questi parametri  e la eventuale  correzione che viene visivamente trasmessa  dal monitor all’Utente. Dispone di specifici programmi di allenamento che possono essere eseguiti  immergendo la Persona in  una realtà virtuale trasmessa dal monitor  in base all’attività sportiva prescelta. Indicato sia nella riabilitazione e recupero funzionale che nell’allenamento sportivo. ISO-FREE Un apparecchio innovativo che attraverso un sofisticato sistema di rilevamento con telecamere e sensori permette di riconoscere i movimenti della Persona  ed il Suo equilibrio posturale sia statico che dinamico. E’ in grado di eseguire importanti tests modulari specifici per valutazione dell’atteggiamento posturale, statico e dinamico, e tests addizionali per l’analisi del salto e della velocità di reazione specifica nei diversi sport. Fornisce modelli di  riabilitazione, training ed allenamento personalizzabili, con controllo e correzione  del movimento immediatamente  percepiti dalla Persona con visione diretta al monitor, ed anche in questo caso sono  disponibili  specifici programmi di allenamento che possono essere eseguiti  una realtà virtuale trasmessa dal monitor  secondo l’attività sportiva prescelta. E’ estremamente utile in riabilitazione, nel recupero funzionale e nell’allenamento sportivo.

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Corso di Pilates Terapeutico
Scritto da Redazione Medica Center 17 gen 2020

Dal mese di febbraio presso la nostra struttura è attivo un corso di Pilates Terapeutico, una tecnica riabilitativa che, sotto la guida del terapista, insegna a riconoscere e modificare i movimenti, le tensioni e le posizioni scorrette così da raggiungere e mantenere lo stato di benessere e di consapevolezza del proprio corpo.

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Ricreata la palpebra superiore: raro intervento a Vimercate
Scritto da Leila Codecasa (Corriere della Sera) 17 gen 2020

Quando è arrivata in ospedale a Vimercate, è entrata nello studio e ha detto al dottore: «Non ne posso più. Per favore faccia qualcosa lei per il mio occhio». Spiega il dottor Natale Di Giacomo, responsabile del settore Oculoplastica: «Aveva un tumore “a cavolfiore” alla palpebra superiore sinistra che la deturpava. Arrivava dal centro Italia, una signora di sessant’anni combattiva ma ormai disperata, mi disse che aveva girato vari ospedali e tutti le avevano risposto che non c’era nulla da fare. O tenere il tumore, con il rischio di metastasi, o provare ad intervenire ma compromettendo l’occhio. Io le ho chiesto carta bianca per operarla». La paziente ha accettato. Intervento complesso La paziente aveva un tumore che rischiava di attaccare il cervello, ma l’asportazione poteva comportare la perdita dell’occhio: impiegata una tecnica all’avanguardia «Abbiamo optato per un tipo di intervento molto complesso ed effettuato rarissimamente in Italia: in parole molto semplici io e la mia equipe – ha spiegato Di Giacomo – abbiamo deciso di asportare completamente la palpebra superiore, di traslare quella inferiore in alto e di utilizzare il tessuto della guancia come palpebra inferiore, salvando almeno una rima palpebrale». La nuova palpebra Due gli interventi: nel primo l’occhio è stato completamente chiuso asportando la palpebra malata, nel secondo, a distanza di circa un mese, la palpebra che nel frattempo si era «stabilizzata» nella sua nuova condizione è stata tagliata a metà creando così due palpebre, inferiore e superiore. «Nel giro di ventiquattr’ore la paziente muoveva la palpebra – ha rivelato il medico —. L’ho rivista pochi giorni fa e sta bene». Di Giacomo si è formato in Spagna ed è specializzato in interventi di questo tipo: «Hanno indirizzato qui la paziente perché sanno che ho questa specializzazione, ma si tratta di un caso raro: io stesso ho usato questa tecnica due sole volte nel corso della mia carriera».

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PREMIO AL DR. DI GIACOMO
Scritto da ILVIMERCATE.ORG 16 gen 2020

Da anni è un punto di riferimento per l'Oculistica di Vimercate. Professionale ma sempre cordiale e con una grande sensibilità per i pazienti, il dottor Natale Di Giacomo ha portato in città una grande esperienza maturata in Italia e all'estero. Già di diversi anni i suoi interventi ambulatoriali e chirurgici hanno fatto scuola e anche notizia. Basta leggere il numero degli interventi del suo curriculum per capire che tra ricostruzioni delle parete orbitaria, asportazione e neoformazione di palpebre, correzione di macchie, estrazioni extracapsulari del cristallino non si è fatto mancare nulla. Meritato dunque il premio consegnatogli dalla Provincia di Milano, all'interno della grande cerimonia di mercoledì 12 marzo al Teatro del Verme per la “Giornata della Riconoscenza”. Il Presidente della Provincia, Guido Podestà, ha consegnato il Premio Isimbardi a quei cittadini del mondo culturale, sociale, artistico, economico, sportivo, legati al territorio del milanese, che si sono distinti nel propria attività a favore della comunità. La medaglia d’oro è andata, tra gli altri, al dottor Natale Di Giacomo (primo a sinistra nella foto) dirigente medico della Struttura Complessa di Oculistica del Presidio Ospedaliero di Vimercate. “Confesso che ho provato una certa emozione per un riconoscimento importante non solo per me l’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate”, ha ammesso. 

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SPECIALE MEDICINA ESTETICA
Scritto da Dott. Giuseppe A. Porcheddu 16 gen 2020

DOTT. Giuseppe A. Porcheddu, laureato in Medicina e chirurgia Presso l’Universita’ Statale di Milano, opera da un decennio nei diversi campi dell’estetica nell’uso di apparecchiature laser. La laser-terapia e’ sempre piu’ utilizzata in medicina estetica per migliorare o correggere difetti ed imperfezioni di tipo estetico e/o funzionale, congeniti o acquisiti. I trattamenti laser consentono di trattare con successo una numerosa serie di inestetismi ed imperfezioni estetiche quali: depilazione definitiva, rughe e piccoli segni del viso, macchie della pelle, angiomi, cicatrici ipertrofiche e cheloidi. Ricordiamo inoltre uno dei trattamenti richiesti che e’ la depilazione definitiva, sia per esigenze estetiche, che per patologiche quali l’irsutismo.

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CHE COSA SI INTENDE PER PREVENZIONE VASCOLARE?

La Chirurgia Vascolare e l’Angiologia sono una branca della Medicina e della Chirurgia dedicata allo studio e La cura delle malattie delle arterie e delle vene, cioè i vasi che permettono al sangue di circolare e quindi di portare nutrimento a tutti gli organi del nostro corpo. L’arteriosclerosi è il più comune difetto degenerativo che colpisce le arterie, portandole a fenomeni di tipo espansivo (ANEURISMI) oppure riduttivo (STENOSI/OCCLUSIONI) con conseguenze anche mortali o molto invalidanti se non correttamente diagnosticati e trattati. Strumento essenziale della valutazione del rischio vascolare è l’esame clinico del paziente associato all’esecuzione dell’ecocolordoppler. Quest’ultimo è un ecografia dinamica delle arterie e della vene. Le informazioni che un esame ecocolordoppler può fornire sono sia di tipo morfologico (il calibro e le caratteristiche dell’arteria o della vena) che di tipo flussimetrico (la velocità di passaggio del sangue, la presenza di turbolenze che possono essere i prodromi della formazioni di un evento trombotico ed embolico). L’esame ecocolordoppler è uno strumento non invasivo, di rapida esecuzione ambulatoriale che permette di ottenere, in mani esperte, un enorme quantità di dati sulle condizioni di rischio vascolare del paziente esaminato. Nella valutazione ambulatoriale del rischio vascolare si possono identificare 2 momenti essenziali: L’esame anamnestico (la storia) e fisico completo della valutazione dei polsi arteriosi L’esame ecocolordoppler dei vari distretti corporei che si intendono studiare Grazie a questi due passaggi il medico specialista in Chirurgia Vascolare è in grado di esprimere un giudizio clinico-strumentale sullo stato di salute vascolare della persona esaminata. QUALI RISPOSTE DOPO UNA VISITA DI CHIRURGIA VASCOLARE E ANGIOLOGIA? Al termine della visita clinica e strumentale il paziente potrà essere informato dello stato di salute dei seguenti distretti vascolari: Vasi carotidei e vertebrali (valutazione del rischio cardio-neurologico) Vasi succlavi e degli arti superiori Aorta addominale e suoi rami principali (arteriopatie obliteranti e aneurismi aortici addominali) La vena cava inferiore e le sue tributarie La vena porta e le sue tributarie Vasi femorali, poplitei e tibiali (arteriopatie periferiche, rischio vascolare nel diabetico, sindromeda intrappolamento popliteo nei soggettivi giovani sportivi) Vasi venosi femorali e popliteo gemellari per la diagnosi della trombosi venosa profonda Vena grande e piccola safena (valutazione chirurgica delle varici, diagnosi di flebite o varicoflebite) Studio del drenaggio linfatico (edema declive, gambe gonfie, crampi notturni). LA TERAPIA MEDICA E CHIRURGICA IN CHIRURGIA VASCOLARE Se l’esame clinico e strumentale ha evidenziato particolari criticità vascolari, lo specialista è in grado di esprimere un giudizio di cura adeguata al soggetto specifico. La cura non sempre è chirurgica, anzi il più spesso delle volte la terapia medica si basa sull’utilizzo di farmaci in grado di favorire la circolazione arterovenosa e linfatica. Tipicamente il quesito più frequente per il quale il chirurgo vascolare viene interpellato è l’edema declive (gambe gonfie) che è legato ad una alterazione del circolo linfatico spesso associato ad abitudini di vita scorrette (sovrappeso, poco movimento) o malattie delle vene superficiali. In questa tipica patologia benigna, l’utilizzo di integratori minerali e farmaci drenanti uniti alla corretta compressione elastica, è già in grado di dare sollievo e risultati estetici in breve termine. La prevenzione vascolare quindi è un ampio capitolo della Medicina che spazia da patologie complesse come i mortali aneurismi aortici fino alle più comuni patologie delle varici superficiali. Un esame clinico e strumentale vascolare eseguito in un ambiente specialistico adeguato è uno strumento essenziale per la comprensione dello stato di salute del paziente.

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Prevenzione dermatologica: l'attenzione sotto al sole
Scritto da Redazione Artemedica Tor Vergata 16 gen 2020

La bella stagione è in arrivo e, come ogni anno, fin dalla primavera aumentano le occasioni per esporci ai caldi raggi solari. Dai primi bagni di sole, infatti, si scoprono braccia, gambe e viso, fino alla ricerca dell'abbronzatura estiva, per la quale ci si sveste completamente e si gode dei raggi solari in costume. Se la sensazione di benessere è notevole, non si può trascurare il fatto che alcune conseguenze relative alla cosiddetta tintarella esistono, e non vanno sottovalutate. L'esposizione ai raggi solari, infatti, può provocare diverse reazioni cutanee: dagli eritemi alle modificazioni dei nei, fino alla comparsa del melanoma cutaneo. Per questo, è fondamentale adottare degli accorgimenti di prevenzione dermatologica, che possano ridurre i rischi che i raggi UV portano con la loro azione. I rischi dell'esposizione ai raggi UV non protetta Il sole fa bene? Questa domanda, che fino a qualche decennio fa aveva come unica risposta il “sì”, negli ultimi anni è stata fonte di discussione tra molti esperti dermatologi ma anche tra tutti coloro che, quotidianamente, si espongono ai raggi solari e ne hanno valutato le conseguenze. I rischi per la pelle dovuti ai raggi UV sono ormai assodati se l'esposizione risulta eccessiva, o senza un'adeguata difesa dai loro effetti. Al di là del benefico effetto sull'umore e sulla sintesi della vitamina D, prendere il sole su alcune parti del corpo non coperte non risulta affatto salutare. Specialmente nel caso in cui ci si dimentichi un'adeguata crema protettiva o ci si “abbandoni” per un tempo eccessivo all'azione dei raggi ultravioletti. In questo caso, la pelle si difenderà dal sole tramite la produzione di un pigmento definito melanina in grado di provocare lo scurimento della pelle; quell'abbronzatura risulta, quindi, spia dell'aggressione che abbiamo subito dai raggi UV (e dai più pericolosi UVA, che scendono maggiormente in profondità). Questi raggi sono in grado di penetrare nei nostri tessuti e riflettere la luce sulle cellule, con un'energia che viene in parte assorbita e, per la parte rimanente, verrà immagazzinata negli strati sottocutanei. In questa sezione del derma si trovano i melanociti che, producendo la melanina "scuriscono" la pelle e assorbono i raggi UV, scaricandone l'energia. In questo procedimento la pelle viene sottoposta ad uno stress notevole, che la renderà bersaglio di un processo di invecchiamento precoce, con la possibile comparsa del melanoma, di neoplasie della pelle e di nei.  Raggi solari e DNA: rischi e danni Il DNA delle cellule cutanee può essere danneggiato dalle radiazioni ultraviolette, che a volte causano la morte delle cellule stesse, mentre in altri casi le trasformano in cellule cancerose, mediante una crescita incontrollata. I raggi UV sono in grado di modificare il patrimonio genetico della cellula cutanea con la loro azione che ne altera le basi di azoto, andando a formare dei legami anomali. Di regola le alterazioni vengono riparate dal meccanismo di difesa della pelle ma, in altri casi, portano alla comparsa di mutazioni cellulari che possono causare la comparsa di tumori cutanei. Tumori della pelle e sole: conferme e smentite I tumori del rivestimento cutaneo possono essere di varia tipologia e il più aggressivo è sicuramente il melanoma, che presenta fattori di rischio legati anche alla genetica, alla presenza di numerosi nei e lentiggini sul corpo, tipici del fototipo con capelli e pelle chiari. Gli studi dermatologici recenti hanno messo in luce il ruolo dell'esposizione solare nel rischio di sviluppo dei tumori cutanei, ma la relazione causa-effetto non è certo così netta. I rapporti tra raggi ultravioletti e neoplasie sono complessi, se si considerano anche altri organi. La luce solare, consentendo all'organismo di produrre un adeguato livello di vitamina D, è in grado per esempio di ridurre il rischio tumorale per altre parti del corpo, di ridurre alcuni sintomi depressivi o migliorare alcuni disturbi veglia-sonno. Come comportarsi allora? È fondamentale una prevenzione dermatologica ma non la rinuncia totale al sole. Da diversi anni l'assottigliarsi dello strato di ozono dell'atmosfera, che ci proteggeva come un filtro dai raggi emessi dal sole, ci impone di valutare i tempi e le modalità di esposizione con la massima attenzione, tramite un'azione di prevenzione dermatologica globale. Come prevenire i disturbi cutanei dovuti al sole Sono necessarie delle regole di prevenzione dermatologica, da mettere in atto ad ogni esposizione solare, per evitare danni al nostro sistema cutaneo.  Utilizzare creme di protezione SPF +50 – vanno spalmate prima e durante l'esposizione al sole. Evitare le ore più calde.. Effettuare visite dermatologiche periodiche (consigliate nei periodi pre e post vacanza). Eseguire una mappatura nei per controllarne lo stato e l'eventuale crescita anomala. Praticare una minima auto-ispezione periodica: nel caso si rivelino nei che cambiano forma o colore, rivolgersi al dermatologo. Mappatura nei: cos'è e dove si fa Tra i vari esami dermatologici possibili, la mappatura dei nei è ideale per il controllo del quadro cutaneo, con una diagnosi accurata sullo stato dei nevi (definizione medica dei nei) e per una corretta prevenzione o cura. Detta anche dermatoscopia ad epiluminescenza con videoregistrazione, la mappatura nei permette al dermatologo di osservare la cute, esaminandone le strutture e micro-strutture che caratterizzano i nevi tramite il dermatoscopio. Grazie a questo esame diagnostico dermatologico, è possibile individuare più facilmente eventuali melanomi e controllare eventuali modificazioni dei nevi, tramite il confronto delle loro immagini nel tempo. Il percorso di difesa dermatologica va seguito fin dai primi mesi di esposizione solare per evitare danni epiteliali o di entità maggiore. La velocità della luce, si potrebbe dire ironicamente, può essere battuta sul tempo solo da una corretta prevenzione o da una diagnosi precoce!

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I disturbi della menopausa: come trattare la sindrome genito-urinaria
Scritto da Redazione Artemedica Tor Vergata 16 gen 2020

Il periodo fisiologico che caratterizza la menopausa, per una donna può essere percepito attraverso diversi sintomi, oltre alla scomparsa del ciclo mestruale. Per alcune, può presentare dei disturbi correlati, che partono da una fase di preparazione del corpo a questo cambiamento, con alterazioni riguardanti l'apparato uro-genitale. L'apparato che presiede le attività urologiche e sessuali, è ovviamente quello che risente maggiormente del mutamento ormonale, dato che la scomparsa di estrogeni e testosterone, può provocare dei disturbi a carico dell'apparato urinario e genitale.Tra i vari sintomi, si possono presentare delle sensazioni di secchezza vaginale, i fastidi durante la minzione, incontinenza urinaria, fino alla comparsa di dolore durante i rapporti sessuali completi. Tali disturbi vanno prevenuti fin dalla loro comparsa, che può avvenire sia in fase di pre-menopausa, in media dai 46 ai 51 anni, sia nella fase di menopausa, che si svolge intorno ai 51-55 anni. L'atrofia vulvovaginale Si tratta di una delle patologie principali, detta anche VVA (VulvoVaginal Atrophy), che comporta una degenerazione degli organi e dei tessuti, dovuta a cause ormonali ma anche a cattiva circolazione sanguigna, infezioni, patologie neurologiche etc. I tessuti diminuiscono di volume e di peso, anche nell'apparato genitale e urinario esterno; l'atrofia determina l’involuzione delle cellule che costituiscono i tessuti vaginali e vulvari, un processo che coinvolge anche la vescica e l’uretra. È proprio questa atrofia a determinare i suddetti sintomi di secchezza e difficoltà urinarie, con specifiche manifestazioni Sintomi vaginali: irritazione, bruciore, perdite vaginali biancastre a volte odorose. Sintomi urinari: urgenza nella minzione, incontinenza, bruciori, infezioni con cistiti ricorrenti. Sintomi sessuali: mancanza di lubrificazione vaginale e dolore durante i rapporti sessuali.  La sindrome genito-urinaria in menopausa Si parla, con tali sintomi, di sindrome genito-urinaria, la quale comporta un assottigliamento dei tessuti a livello della vescica e dell’uretra, che perdono struttura e funzionalità. La mucosa della vagina subisce facilmente microabrasioni spontanee, che provocano una sensazione di “taglietti dolorosi” dopo il rapporto sessuale. In tal caso, oltre al dolore, aumentano i rischi di infezioni contratte per via sessuale, raddoppiate nelle donne con secchezza e atrofia. Anche la mucosa uretrale diventa meno efficiente nel contenere l'urina e si infiamma facilmente dopo i rapporti, provocando bruciori durante la minzione. In alcuni casi, si arriva ad una cistite originata dall’aumentata vulnerabilità della mucosa agli elementi patogeni. Un fenomeno legato alla menopausa è anche quello a carico delle fibre elastiche della mucosa e della sottomucosa vaginale, vulvare e uretrale: si assottigliano e il collagene scarseggia, come in ogni processo legato all'età che avanza. I tessuti perdono l'elastina e le fibre di collagene divengono biologicamente scadenti, a causa della mancanza di fibroblasti prodotti dagli ormoni, che fino a questo periodo costruivano giornalmente i tessuti. Nel tempo, la vagina diventa sempre più stretta e rigida, mentre la vulva presenta secchezza e sottigliezza e anche dal punto di vista sessuale si hanno ripercussioni; i vasi sanguigni, infatti, tendono a chiudersi, provocando una minore reattività agli stimoli nervosi di eccitazione, con una progressiva perdita della sensibilità sessuale.Cosa fare? Diagnosi e terapie per la sindrome genito-urinaria Prima di tutto è consigliabile, ai primi sintomi, effettuare una diagnosi, tramite i Vaginal Health Index. Il ginecologo o l'urologo lavorerà attraverso l’analisi di 5 parametri che consentono di definire la presenza dell'atrofia e il suo stadio di avanzamento: elasticità vaginale secrezioni vaginali pH mucosa epiteliale umidità della vagina. Dopo di che, una volta definito un livello di sintomatologia alto, ovvero con manifestazioni di un certo rilievo, si può pensare ad una cura efficace per la sindrome genito-urinaria. Spesso vengono prescelte terapie ormonali, che si avvalgono di estrogeni locali come l'estriolo o il promestriene, impiegati per supplire alla mancanza di produzione ormonale del corpo. Il primo può essere usato anche per diversi anni ed è più leggero dell’estradiolo. Il promestriene, invece, è formato da estrogeni coniugati ed è quindi un estrogeno di sintesi farmaceutica. Inoltre, da poco è diffuso un nuovo farmaco da assumere per via orale, l’ospemifene: non si tratta di un ormone, ma di un modulatore selettivo dei recettori estrogenici (Selective Estrogen Receptor Modulator, SERM), in grado di agire sui tessuti in modo differente, a seconda delle necessità. A livello di terapia locale, invece, vengono spesso adoperati i gel vaginali per le loro proprietà di idratazione, lubrificazione e rigenerazione dai danni vaginali. Questi gel arrivano ad idratare gli strati più profondi del tessuto vaginale, tramite i liposomi e il loro contenuto di acido ialuronico, che forma una pellicola liquida contro l’irritazione cutanea, prurito e bruciore. Il trattamento Vagy Combi Una tecnologia altamente innovativa, utilizzata nei trattamenti della sindrome genito-urinaria, con modalità similari ai trattamenti anti-età per il rilassamento cutaneo, abbina infatti le tecnologie cosmetiche di elettroporazione e radiofrequenza. L’elettroporazione veicola l’acido ialuronico o altri prodotti idratanti nella zona interessata dall'atrofia, con ottimi risultati di maggiore permeabilità nei tessuti vaginali dei principi attivi, che li tonificano e aumentano il trofismo vaginale. La radiofrequenza somministra calore nella zona interessata per un certo periodo di tempo, determinando un innalzamento del potenziale energetico delle membrane cellulari favorendo, anche in questo caso, il trattamento per contrastare l'atrofia vulvovaginale. In ogni caso, un'ottima prevenzione per questi disturbi, è quella di effettuare una serie di controlli durante le prime fasi della menopausa, onde evitare che le situazioni di atrofia degenerino, fino ad episodi di incontinenza urinaria, bruciori e lesioni dei tessuti.

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La dieta detox dopo le feste: depurare e dimagrire

Nel periodo natalizio, si sa, si tende a esagerare con il cibo e le calorie. Una volta terminati i pranzi in famiglia e le cene tra amici, però, è tempo di ritrovare la leggerezza... se non altro sulla bilancia! Nel momento in cui vengono meno le occasioni di abbuffate e brindisi di fine d'anno, ci potremmo ritrovare con qualche chilo di troppo e con un accumulo di alimenti, che hanno messo a dura prova il nostro fegato. Già, perché tutto ciò che mangiamo passa attraverso quest'organo, che lo filtra e lo metabolizza. Come depurarsi e detossinare il fegato, dopo le feste? La prima regola da adottare è quella di seguire una dieta depurativa, non solo nei giorni post abbuffata ma anche per un periodo più ampio di tempo. Questo non vuol dire sottoporsi a grossi sacrifici, ma seguire alcuni semplici consigli nutrizionali e sulle corrette abitudini alimentari.   Evitare di salire sulla bilancia. Può avere solo delle conseguenze psicologiche negative, senza aiutarci a rientrare nei ranghi. Per rendere meno problematica la situazione sarebbe decisamente meglio disfarsi delle montagne di dolcetti e cioccolatini.  Ridurre drasticamente alcuni alimenti. Eliminare il più possibile grassi o fritti, evitare di cucinare con il burro, limitarsi a un bicchiere di vino al giorno (meglio sospendere per 10 giorni se si è bevuto troppo durante le feste). Inoltre, l'alcol non va mai associato ai farmaci, nemmeno in piccole quantità.  Iniziare la giornata con una colazione nutriente e leggera. Perfetto l'ananas, che aiuta il metabolismo e scioglie i grassi, insieme a frutta fresca di stagione tagliata a pezzi, da abbinare a yogurt bianco magro e una manciata di noci, nocciole o mandorle. Il tè verde è antiossidante e disintossica l'organismo. In alternativa una spremuta fresca. Alla larga dal latte: al contrario di quel che credono in molti, è un alimento che non depura, anzi contiene dei grassi dannosi. I latticini di derivazione animale possono essere sostituiti dai derivati del latte di soia o di riso.  Saltare i pasti pensando di depurarsi è sbagliatissimo. In realtà si attiva un meccanismo di difesa. Il cervello, infatti, già al pasto successivo ordina al metabolismo di accumulare più grassi, per compensare le "perdite" precedenti e prevenire eventuali digiuni a distanza ravvicinata. Allo stesso modo, non è assolutamente necessaria la classica dieta in bianco, del tutto inutile e pesante da un punto di vista psicologico.  Non abbandonare del tutto l’attività fisica. Anche se durante e dopo le feste è dura fare qualche sacrificio, l’attività fisica può essere d’aiuto per smaltire i chilogrammi presi: scegliere tra 30 minuti di cyclette o passeggiata o corsetta. Per i più fortunati, optare per sport come lo sci alpino, lo snowboard o anche il pattinaggio sul ghiaccio.  Ridurre per 10 giorni il consumo di frumento. Pane, pasta e prodotti da forno possono essere rimpiazzati dagli stessi cibi preparati con le alternative al grano: farine di segale, grani antichi, mais, avena, quinoa, amaranto, riso, farro, orzo, grano saraceno, sorgo.  Sostituire la carne rossa con la carne bianca: pollo, tacchino, coniglio. Inoltre, anche pesce fresco, uova e legumi, aiutano il fegato a smaltire le tossine e sono ricchi di fibre - veri e propri spazzini dell'apparato digerente. Le proteine delle carni magre e del pesce contribuiscono ad aumentare il senso di sazietà e a mettere in moto il metabolismo. Inoltre costruiscono i muscoli, sfavorendo l'accumulo adiposo. La conseguenza è la riduzione graduale del gonfiore addominale.  Ai pasti principali, aggiungere verdura cruda o cotta al vapore o lessata. La sua elevata azione drenante, depurante e riempitiva, è nota per verdure come indivia, carciofi, broccoli, porri, verdure a foglia verde come spinaci, cicoria. Da non dimenticare, inoltre, le barbabietole, che abbondano in vitamine del gruppo B e C, in magnesio, calcio, zinco, ferro e betacarotene. La verdura può essere condita da olio extravergine di oliva crudo, mentre sono banditi tutti i condimenti grassi, come burro, margarina e maionese. Via libera a zuppe, brodo vegetale, minestroni e passati di verdura.  Eliminare additivi e zuccheri, per un regime alimentare detossificante. I conservanti artificiali sono additivi che rendono più laboriosa la digestione: eliminarli contribuisce a raggiungere l'obiettivo disintossicante. Non consumare piatti pronti e alimenti confezionati, ricchi tra l'altro di sali e zuccheri. Se possibile scegliere i prodotti biologici. Per rendere i cibi più saporiti condirli con spezie dalle proprietà disintossicanti come rosmarino, timo, cumino, curcuma e zenzero. Abbondare inoltre con aglio e cipolle, rinomati ortaggi dalle proprietà depurative.  Per quanto riguarda le bevande, evitare tè, caffè, bevande gassate, succhi di frutta industriali. Sono troppo ricchi di zuccheri; meglio bere almeno 2 litri di acqua a temperatura ambiente per tutta la giornata, oltre a tè verde e infusi a base di erbe drenanti come il tarassaco, il finocchio, la betulla, malva e il cardo mariano. Un'ottima idea detox è quella di preparare centrifugati di frutta, aggiungendo molta acqua oppure l'aceto di sidro di mele, rinomato per le notevoli proprietà disintossicanti.  Può sembrare un lungo elenco, ma val bene studiarlo e farlo proprio, per poter eseguire una dieta disintossicante in ogni momento dell'anno, quando la si desidera e quando l'organismo la richiede!Anche se la prova costume è lontana, si inizia dalla cura della salute fin da gennaio, per arrivare il prima possibile in perfetta forma, evitando un eccessivo accumulo di grassi e alimenti intossicanti.

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La corretta postura? In ogni momento assumiamo quella giusta
Scritto da Redazione Artemedica Tor Vergata 16 gen 2020

Il benessere che deriva da una posizione corretta quando si siede, si cammina o si lavora, è fondamentale per preservarci da disturbi legati all'apparato osteo-articolare o muscolo-scheletrico. Già, perché una corretta postura equivale a tenere la colonna vertebrale nella sua posizione naturale e fisiologica, e la nostra spina dorsale risente per prima delle posizioni sbagliate della schiena e, conseguentemente, di tutto il resto del corpo. Educazione posturale, in ogni posizione. Sembra un gioco di parole, in realtà il titolo dichiara la necessità di acquisire una capacità di tenere il proprio corpo nella posizione più ergonomica in ogni momento della giornata, sia quando siamo seduti o fermi, sia quando camminiamo o corriamo. Le tante circostanze contribuiscono invece a farci assumere posture innaturali che si ripercuotono sulla muscolatura della schiena e in alcuni casi, se recidive, rendono necessaria una consulenza posturologica oppure una visita con l'osteopata. Prima di rendere la situazione critica, è bene ricordare non solo quali siano le posizioni da prendere, ma anche quanto sia necessario rilassarci anche e soprattutto quando è richiesta la nostra concentrazione.Come mai? Anche gli stati emozionali influiscono sulla postura! Sovrappensiero o stressati: attenzione alla postura Le tensioni irrigidiscono il corpo, si sa. Quante volte, in un periodo di particolare stress, si sente un peso sulle spalle non solo simbolico: contratture, infiammazione cervicale, stanchezza all'altezza del collo e mal di testa... insomma in molti si rendono conto che le somatizzazioni da stress possono aumentare le già scorrette posture, deformando il sistema muscolo-scheletrico. Queste problematiche, in ogni caso, vanno a sommarsi a quegli atteggiamenti sbagliati che, senza accorgercene, assumiamo spesso durante le attività giornaliere.   Davanti al PC Per chi esercita un lavoro sedentario di questo tipo, la posizione corretta da mantenere davanti lo schermo non è facile ma fattibile, una volta conosciuta. Le gambe devono essere piegate in modo da creare un angolo a 90 gradi, in cui i piedi sono ben poggiati a terra. La schiena deve essere dritta e le spalle non alzate, bensì volte all'indietro e rilassate verso il basso. Non incrociate le gambe, la circolazione trova un blocco, che potrebbe portare al gonfiore degli arti inferiori.È importante, poi, fare pause periodiche per sgranchirsi le gambe, dato che in tal modo si riattiva il sistema circolatorio. In piedi, in fila e fermi in attesa Petto in fuori e pancia in dentro! Così usavano dire nei film i militari alle loro reclute: e non è sbagliato. I muscoli dell'addome si possono così estendere, aumentando la capacità del respiro. Bisogna caricare il corpo su entrambe le gambe: pesando invece solo su una delle due gambe, magari con borse pesanti portate sempre dallo stesso lato, si rischiano dei forti dolori alla schiena. Inoltre, è sbagliato portare sempre tacchi alti e rimanere molto tempo in piedi, se non possiedono un appoggio abbastanza esteso.  Tecnologia e postura: attenzione ai cellulari! Arriva un messaggio e si digita, poi una notifica, dopo un po' la posta elettronica... insomma un viavai continuo che fa abbassare la testa, alzare il braccio per tempi troppo lunghi, curvare la nostra colonna vertebrale. È importante prevenire i dolori cervicali anche da queste piccole cose, mantenendo la testa alta, con lo schermo all'altezza degli occhi ed evitando di stare troppi minuti con il braccio nella stessa posizione (magari il gomito piegato per scrivere si può sostituire con un allungamento ogni 2 minuti, oppure un comodo messaggio vocale, più breve!).  Durante la camminata Camminate anche sovrappensiero ma... guardate davanti a voi, la testa e il collo sempre puntati verso terra portano ad un'infiammazione dei muscoli cervicali. La camminata deve essere formata da un appoggio sicuro, con il tallone prima e con la punta poi. Se si cammina sempre “in punta di piedi”, di certo possono sorgere diverse problematiche sia a livello podologico che circolatorio. Al volante, seduti correttamente La sicurezza di guida e il benessere del nostro apparato muscolo-scheletrico, partono anche da una corretta postura durante il tragitto in macchina. Specie per chi guida, è importante appoggiare la schiena al sedile per bene, con la nuca sul poggiatesta, regolando il sedile per arrivare ai pedali senza doversi curvare in avanti o premere sul bacino. Per chi sta molto tempo in macchina, sono utili anche dei poggiatesta a prova di comodità! La corretta postura mentre si sogna Di certo non ce ne accorgiamo, ma mentre dormiamo potremmo ritrovarci in strane posizioni. L'importante è partire bene, posizionandoci su un lato, sdraiati di fianco, con le gambe flesse. La colonna vertebrale si mantiene ben allineata nella posizione fetale. Fondamentali per chi soffre di cervicale, materassi e cuscini ad hoc.   Piccoli consigli di posturologia Immaginare che siate legati ad una corda, che dalla testa vi sollevi in alto, mantenendovi nella giusta tensione muscolare, ma attenzione a non irrigidire la muscolatura. Ogni tanto fate un esercizio per la distensione delle gambe: seduti a terra, stendetele e toccate la punta dei piedi con le mani, abbassando il busto. Allungamento della schiena, spalle e collo saranno di gran beneficio anche per i polpacci e le ginocchia, preposti a sostenere tutto il peso corporeo. Seduti, magari davanti al PC, ogni tanto sollevate le gambe e mantenete le spalle rilassate, con la schiena dritta: la circolazione e la muscolatura se ne avvantaggeranno. Attenzione, allora, a non perdere mai la giusta posizione, dato che le conseguenze di una postura scorretta potrebbero riversarsi su diverse zone del corpo, favorendo disturbi come: tendiniti, dolori articolari, cervicalgie, dorsalgie, lombagie, dolori costali o intercostali, dolori al coccige, disturbi all'ATM - sistema muscolo scheletrico sciatiche, cruralgie, nevralgie, etc. - sistema neurologico acidità gastrica, ernia iatale, turbe digestive, etc. - sistema digestivo dolori funzionali del piccolo bacino in gravidanza rinite, sinusite cronica, patologie asmatiche, vertigini, cefalee problemi di deglutizione, etc. - sistema ORL - Otorinolaringoiatria.

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Vaginosi Batteriche
Scritto da Redazione Labomedica 14 gen 2020

Le VAGINOSI BATTERICHE sono una tra le più comuni cause di infiammazione vaginale, talvolta anche durante la gravidanza. Presso il centro Labomedica potrete eseguire un semplice tampone vaginale per verificare la presenza di batteri responsabili di vaginosi, ed individuare la terapia più efficace. Questa analisi è eseguita con tecniche molecolari. Parlane con il tuo ginecologo di fiducia! Potrete eseguire il test molecolare per la Vaginosi ed il tampone vaginale per la ricerca di germi comuni e miceti nei seguenti orari: PRELIEVI: lun-ven 07:00 – 10:30 sab 08:00 – 10:00 SENZA APPUNTAMENTO. INFO 06/710.26.68  

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Prenotazioni ON-LINE!
Scritto da Redazione Bianalisi 14 gen 2020

Non fare la fila! Ricordati che puoi prenotare on-line le tue visite ed i tuoi accertamenti direttamente dal sito. Iscriviti e resta aggiornato su tutte le nostre news e promozioni. Sul sito Bianalisi Lazio è possibile registrarsi dalla sezione “Area Clienti” ed avere così accesso al sistema di prenotazione on-line. In questo modo sarà possibile prenotare visite ed esami direttamente dal proprio pc, senza attese, visionando le date disponibili per l’appuntamento richiesto e scegliendo tra queste quella preferita. Se presenti, verranno visualizzate a video anche le eventuali indicazioni per la preparazione all’esame. Newsletter Inoltre iscrivendosi alla nostra newsletter verrete informati periodicamente delle iniziative, promozioni e novità offerte dal Centro.

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Tante tariffe vantaggiose a tutela della tua salute!
Scritto da Redazione Bianalisi 14 gen 2020

Bianalisi Lazio è vicino alle tue esigenze! Abbiamo pensato per te tante tariffe vantaggiose a tutela della tua salute: chiamaci o vieni a scoprirle presso il Centro. In Bianalisi Lazio abbiamo a cuore la salute dei nostri pazienti: proprio per questo abbiamo pensato di offrire alcune prestazioni a tariffa speciale, per favorire una corretta prevenzione alla portata di tutti, con prezzi vantaggiosi molto vicini a quelli del ticket ospedaliero. Così al vantaggio economico si aggiunge la comodità di poter eseguire gli esami in tempi brevi e senza lista d’attesa, e la garanzia di qualità offerta dai nostri Specialisti, tutti esperti e qualificati. In più periodicamente verranno proposti pacchetti di prevenzione, visite e/o esami specifici a tariffe promozionali a tempo limitato. Tutto questo per essere sempre vicini ai bisogni del paziente. Puoi informarti sulle promozioni in corso visitando la pagina dedicata sul sito, chiamando il nostro centralino al numero 06/87153294 oppure direttamente presso il Centro in Via Quinto Sertorio n.27.

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Medicina Estetica
Scritto da Redazione Bianalisi 14 gen 2020

Presso Bianalisi Lazio è possibile eseguire i seguenti trattamenti: BIORIVITALIZZAZIONE BIOSTIMOLAZIONE FILLER VISO (Labbra, Zigomi, Segni del tempo) RINOFILLER (correzione non chirurgica naso) TOSSINA BOTULINICA PEELING CUTANEI (superficiali, medi e profondi) LASER MEDICALI PER RIMOZIONE MACCHIE E NEOFORMAZIONI Per info e prenotazioni 06/87.153.294

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PREVENZIONE: Glaucoma e Maculopatie
Scritto da Redazione Bianalisi 14 gen 2020

BIANALISI LAZIO promuove una campagna di prevenzione dei DANNI DA PATOLOGIE OCULARI DEGENERATIVE come le maculopatie, che risultano ai primi posti tra le cause di cecità, specie nella popolazione anziana, con valutazione funzionale del sistema visivo. Agire con precisione e tempestività, comprendendo le cause di danno oculare, permette di avere risultati di successo ed evitare un decorso negativo. Presso il nostro Poliambulatorio, in giornate specifiche che verranno di volta in volta segnalate, saranno  disponibili i seguenti esami: OCT (Optical Coherence Tomography) uno strumento diagnostico High.Tech che attraverso un laser diagnostico permette la valutazione ultrastrutturale di macula e papilla (testa del nervo ottico). Campo Visivo Computerizzato utile alla valutazione funzionale del sistema visivo. SABATO – 26 OTTOBRE 2019 sarà possibile eseguire gli Esami: OCT + CVC  (Campo Visivo Computerizzato)   € 99 Info e Prenotazioni 06 87.153.294

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Endoscopia Digestiva
Scritto da Redazione Bianalisi 14 gen 2020

In Bianalisi Lazio è oggi possibile eseguire due esami endoscopici utili nella prevenzione e diagnosi di diversi disturbi a livello gastroenterico ed intestinale: COLONSCOPIA e GASTROSCOPIA. LA COLONSCOPIA L’esame si esegue mediante l’utilizzo di una sonda endoscopica alla cui estremità è fissata una microcamera. E’ utile per esaminare le pareti del tratto digestivo inferiore (colon e retto) al fine di valutarne l’aspetto e di conseguenza lo stato di salute e di individuare eventuali indicatori di problematiche specifiche (ad esempio stati infiammatori) o la presenza di lesioni (ad esempio polipi intestinali). L’esame è indicato in  caso di dolori addominali non spiegabili, stitichezza improvvisa, diarrea di lunga durata, perdite di sangue attraverso il retto. Permette di prevenire, diagnosticare e curare alcune tra le più frequenti patologie a carico dell’apparato digerente. La colonscopia è l’esame raccomandato a partire dai 50 anni di età come efficace strumento di screening e prevenzione dei tumori colon-rettali. L’esame può essere eseguito sotto sedazione profonda (non si tratta comunque di un’anestesia generale ma di una sedazione controllata). LA GASTROSCOPIA Anche in questo caso l’esame è effettuato mediante l’utilizzo di una sonda endoscopica alla cui estremità è fissata una microcamera, tramite la quale si esplora il tratto digestivo superiore (esofago, stomaco e duodeno). Viene pertanto consigliata dal medico quando vi siano sintomi quali dolore, bruciore di stomaco, acidità o reflusso, nausea, vomito o difficoltà digestive che persistono da lungo tempo. E’ inoltre utile per accertare la causa di sanguinamenti del tratto digestivo alto o di alcune anemie. E’ un esame che permette di effettuare diagnosi precoce in caso di infiammazioni (esofagite, gastrite) o lesioni (ulcere). La possibilità di effettuare biopsie (cioè di prelevare piccoli frammenti di mucosa) quando il medico lo ritenga utile, migliora ulteriormente le capacità diagnostiche di questo accertamento specialistico sia attraverso la ricerca del batterio che causa l’ulcera (Helicobacter pylori), sia attraverso la diagnosi delle eventuali lesioni sospette. Non è necessaria la sedazione profonda. L’esame, del tutto indolore, è ben tollerato dalla maggioranza dei pazienti e viene accompagnato da una blanda sedazione che mantiene il paziente vigile ma rilassato. La preparazione per entrambe gli esami deve essere eseguita scrupolosamente per non comprometterne l’effettiva fattibilità ed il buon esito. Al momento della prenotazione, la Segreteria fornirà la scheda di preparazione riportante tutte le informazioni relative alla dieta da seguire nelle ore (in caso di gastroscopia) o nei giorni (in caso di colonscopia) precedenti l’esame, e in questo ultimo caso alla procedura da seguire per una corretta pulizia del colon. In caso di esame eseguito in sedazione, è sempre prevista la presenza di un anestesista. L’effetto del farmaco è in ogni caso solo temporaneo e svanisce immediatamente dopo il termine dell’esame, tuttavia è richiesta la presenza di un accompagnatore  in quanto è consigliato non mettersi alla guida di veicoli per alcune ore. Per maggiori informazioni e prenotazioni 06/87.153.294

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Nuovo Ambulatorio per lo studio dell’infertilità
Scritto da Redazione Bianalisi 14 gen 2020

La ricerca di un bambino può risultare difficoltosa per molte coppie.Prenota la tua visita per identificare le possibili cause. Quando la gravidanza non arriva occorre indagarne le cause per poter intraprendere il percorso più adatto e raggiungere l’obiettivo. La Dott.ssa Giovanna Vettraino esegue visite ed accertamenti utili ad individuare le cause dell’infertilità ed intraprendere un iter diagnostico completo, finalizzato ad indirizzare la coppia verso il trattamento più idoneo nella ricerca di una futura gravidanza. PRENOTA ORA la tua visita ginecologica per infertilità.Per Info e Prenotazioni 06/87.153.294

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Orari Natalizi Centro Medico Bianalisi Lazio
Scritto da Redazione Bianalisi 14 gen 2020

Informiamo i nostri gentili Pazienti che durante le festività Natalizie la Bianalisi Lazio osserverà i consueti orari di apertura. Dal lunedì al venerdì dalle 08:00 alle 20:00 Il sabato dalle 08:00 alle 13:00 Domenica chiuso Il Centro rimarrà chiuso esclusivamente nei giorni festivi di lunedì 25 e martedì 26 Dicembre 2017, lunedì 01 Gennaio 2018 e Sabato 06 Gennaio 2018. Cogliamo l’occasione per augurarvi un sereno Natale ed un felice 2018!

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Inaugurazione del centro medico Bianalisi Lazio
Scritto da Redazione Bianalisi 14 gen 2020

Il centro medico Tuscolana Bianalisi Lazio Vi invita al suo evento di inaugurazione Giovedì 30 Novembre 2017. Apriremo le porte al pubblico per presentare ed inaugurare la nuova Struttura di Via Quinto Sertorio n. 27 (adiacente Mercato Cinecittà). Il centro medico Bianalisi Lazio nasce con lo scopo di affiancare la Labomedica, storico laboratorio analisi di zona, con una struttura omnicomprensiva ove operano Specialisti di riconosciuta professionalità ed esperienza, al fine di offrire un servizio ancor più completo e diversificato. Il nostro Centro, nuovo e di recente apertura, ospita in ambienti luminosi e confortevoli 9 sale mediche equipaggiate con apparecchiature di ultima generazione. Troverete: una sezione di Risonanza Magnetica, un dipartimento di Diagnostica per Immagini (Ecografia, Radiologia, Mammografia, Ortopanoramica e MOC) ed una sala chirurgica per piccoli interventi ambulatoriali. L’inaugurazione Vi aspettiamo il 30 Novembre, per l’intera giornata, per mostrarvi la Struttura e rispondere a tutte le vostre domande. Oltre al bridinsi ed il buffet dolci, a tutti i partecipanti verrà offerto un omaggio di benvenuto. Vi aspettiamo!

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Ecografia delle anse intestinali

Cosa è l’ecografia delle anse intestinali E’ una semplice ecografia che studia la parte dell’intestino compreso tra lo stomaco ed il colon, con particolare attenzione all’ileo terminale, ultima ansa del piccolo intestino, interessata da patologia infiammatoria cronica. A chi è indirizzato l’esame? Pazienti con malattia infiammatoria cronica intestinale ( Malattia di Crohn, Rettocolite ulcerosa).Nel sospetto di sindrome del colon irritabile in pazienti giovani in assenza di segni e sintomi di allarme (come dimagrimento diarrea, inappetenza, sangue misto alle feci, insorgenza del disturbo di notte ) e di alterazioni di esami ematochimici ( no anemia no aumento degli indici di flogosi..).In questi casi, previa consulenza gastroenterologica, il paziente può essere sottoposto ad un’indagine non invasiva che può offrire al medico dei dati di patologia o meno ed indicare il percorso diagnostico e terapeutico. Chi esegue l’esame? Un gastroenterologo. Come si esegue l’esame? Con una semplice sonda convex ed una lineare. Quanto dura l’esame? Circa 15-20 minuti, a meno che non ci sia l’indicazione a somministrare al paziente due bicchieri di acqua miscelata con il Macrogol, stesso principio della preparazione intestinale.Questo serve a distendere le anse intestinali e studiare con la sonda ecografica l’addome del paziente con passaggi ogni 20 minuti ca., finche il preparato non arriva nel colon.In questo modo si visualizzano bene le anse intestinali, ed in particolare l’ileo terminale. Esiste una preparazione? Digiuno nelle 3 ore antecedenti l’esame. Non è necessario sospendere alcun tipo di farmaco, che può essere assunto con un po’ di acqua. L’esame sostituisce la colonscopia? No.L’esame non sostituisce la colonscopia, unico esame diagnostico ed eventualmente terapeutico per lo studio del colon. Ci sono controindicazioni all’esecuzione dell’esame? Gravidanza.Non si può eseguire in gravidanza per la difficoltà data dall’aumento volumetrico dell’utero che inevitabilmente impedisce la corretta visualizzazione del piccolo intestino.

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L’ecografia
Scritto da Dr. Demetrio Bacaro 14 gen 2020

Fin dalle sue prime applicazioni cliniche dagli esordi della seconda metà degli anni ’50, la diagnostica ultrasonografica in biologia ha conosciuto una rapida diffusione e sempre maggiori applicazioni: in soli 20 anni raggiunse una larga diffusione ed un’espansione applicativa, in termini qualitativi e quantitativi, che si può dire negli ultimi 40 anni non si sia ancora arrestata. La “popolarità” della metodica ecografica si basa su diversi fattori, soprattutto validi negli ultimi 20 anni: maneggevolezza degli strumenti, diffusione dell’apprendimento fra gli operatori, affinamento tecnologico delle metodiche con facilitazioni di software e applicazioni sempre più performanti. Ma i motivi del vero successo dell’ecografia a livello planetario sono essenzialmente la sua sostanziale neutralità in termini di effetti dannosi, la velocità di esecuzione e la ripetibilità persino quotidiana sullo stesso soggetto. La metodica consente di indagare, oltre che la già notissima applicazione in gravidanza durante la quale consente di diagnosticare tempestivamente numerose patologie e malformazioni del nascituro, pressoché tutti i distretti corporei (dall’encefalo, al collo, al torace, addome, articolazioni, muscoli, etc.) con una precisione e possibilità di dettaglio che possiamo dire si affini quasi quotidianamente grazie ai progressi dell’industria ingegneristica ed informatica. Pur essendo di larga diffusione, la metodica ecografica necessità di un training continuo da parte dell’operatore sanitario che la esegue, sia per tenersi aggiornato sulle nuove applicazioni possibili, sia per accumulare il più alto numero possibile di esami, unica via che permette di immagazzinare quella memoria clinica e visiva che consenta adeguata esperienza nella interpretazione delle immagini. Per sottoporsi oggi ad un’ecografia basta davvero poco ed un investimento di poche decine di euro. Ottenere però un buon servizio, di livello superiore in termini qualitativi ed iconografici, significa affidarsi a centri e professionisti che siano dotati di apparecchiature di massima performance e corposa esperienza, così da garantire il miglior indirizzo clinico diagnostico successivamente necessario al paziente. L’ecografia, suo vero limite, pone una diagnosi sempre “presuntivo iconografica” e difficilmente una specificazione anatomopatologica certa, diventando il primo anello (ma forse il più importante) di un percorso e non solo il termine di una verifica ipotetica.

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Forame Ovale Pervio (PFO)

Negli ultimi anni ha assunto una sempre maggiore importanza diagnosticare correttamente la presenza di una pervietà del forame ovale, ormai conosciuta anche con il termine inglese Patent Foramen Ovale o PFO. La ragione risiede nelle problematiche cliniche legate alla persistenza in età adulta di questa caratteristica anatomica propria dell’epoca fetale. Il PFO, infatti, sta via via assumendo sempre maggiore rilevanza, soprattutto per quanto riguarda il rischio di eventi ischemici cerebrali anche in età giovanile. Cos’è il PFO? Il PFO non è una vera malformazione cardiaca, ma il persistere di una caratteristica fetale del cuore. Il PFO è una apertura di forma ovale, ricoperta da un lembo di tessuto che si appoggia sul margine sinistro del foramen stesso. Il PFO permette il passaggio del sangue dall’atrio destro all’atrio sinistro e quindi nella circolazione arteriosa generale, passaggio chiuso in età adulta. Dopo la nascita questo lembo di membrana aderisce al setto atriale e il passaggio di sangue dall’atrio destro all’atrio sinistro è impedito definitivamente. Frequenza di PFO In 1/4 della popolazione italiana (circa 15 milioni di persone), però, la chiusura non avviene. Il 70% di questi 15 milioni di persone in cui il forame ovale pervio non si chiude, non avranno mai un sintomo per tutta la vita. In situazioni particolari, tuttavia, nel 30% dei soggetti con PFO può verificarsi l’apertura del forame ovale in seguito a un aumento della pressione intratoracica causato, per esempio, durante una manovra di valsalva, o colpi di tosse, o conati di vomito. In questi casi può verificarsi un passaggio paradosso non solo di sangue, ma anche di trombi, dal settore destro a quello sinistro del cuore, che possono ostacolare il flusso di sangue ad organi come il cervello che tollerano male l’ischemia. Quando sospettare la presenza di PFO Vi è ormai accordo scientifico internazionale che il PFO va ricercato in caso di: Ischemia cerebrale (TIA-ictus) Malattia da decompressione Emicrania con aura Vi sono però molte altre situazioni in cui un PFO viene sospettato, causando così allarmismo e condizionando le normali attività lavorative oppure ostacolando la pratica di alcune discipline sportive. Esistono difatti soggetti potenzialmente a rischio: circa il 15-20% di quei 15 milioni di persone che soffrono di quest’anomalia cardiaca congenita.Si sono, così, individuate alcune classi di persone, che andrebbero sottoposte a indagine diagnostica. Anzitutto, i soggetti che presentano ipercoagulabilità, un difetto congenito della coagulazione, tale per cui il sangue è più spesso e tende a formare più coaguli. Poi, gli individui di sesso femminile con antecedenti di tromboflebiti o di trombosi delle vene degli arti inferiori, che hanno nel sangue venoso tantissimi trombi. A rischio anche coloro che svolgono attività pericolose, come gli istruttori di sub e i sommozzatori dilettanti, che presentano la malattia da decompressione: l’immersione aumenta la pressione e il flusso del sangue nell’atrio destro e inverte il passaggio. Infine, gli sportivi che praticano attività a livello agonistico che richiedano grandi performances, tipo i sollevatori di peso che compiono una manovra di Valsalva continua durante i loro esercizi, a causa dell’aumento del ritorno venoso al cuore dovuto allo sforzo fisico. Esami diagnostici per lo screening di PFO In caso di sospetto clinico-anamnestico, è indicato effettuare esami diagnostici diretti sia a verificare la predisposizione a produrre trombi ed emboli, che tesi a dimostrare la presenza di un passaggio anomalo di sangue dalle sezioni cardiache destre a quelle sinistre. Nei soggetti giudicati a rischio è quindi indicato effettuare: Esame sangue completo (emocromo con formula e piastrine, aptoglobina, protidemia totale, sideremia, creatininemia, glicemia, GPT, GOT, esame delle urine, colesterolo totale, colesterolo HDL, trigliceridi, uricemia, VES, PCR, fibrinogeno, ANA, anti ENA, C3, C4, proteina S, antitrombina III, resistenza proteina C attivata, omocisteina, CEA, GICA, Ca 19-9, markers epatite, fattore reumatoide, FT4, TSH, PT, PTT, INR) Test genetico per la ricerca dei geni relativi al fattore V di Leiden, al fattore II della coagulazione (protrombina) e il gene MTHFR (metilentetraidrofolatoreduttasi). Ecocardiogramma trans-toracico con ecocontrasto costituito da soluzione fisiologica “agitata” Doppler transcranico, tecnica non invasiva e ugualmente sensibile rispetto alla ecografia trans esofagea per l’identificazione di eventuali passaggi paradossi di sangue attraverso il PFO (Linee Guida SPREAD 2010). L’iter diagnostico può essere completato con: Eco-Doppler dei tronchi sopra-aortici Eco-Doppler venoso degli arti inferiori

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Farmacogenetica e Cardiologia

La risposta di ciascun paziente ai farmaci è un fenomeno complesso.Per avere effetto terapeutico, un farmaco deve raggiungere e mantenere determinate concentrazioni nel sangue.Se tali concentrazioni sono inferiori a quelle terapeutiche richieste per quel farmaco, il trattamento non darà i risultati attesi.Se le concentrazioni sono inferiori a quelle terapeutiche, si ha sovradosaggio, che può essere anche molto pericoloso per alcuni farmaci.E’ questo il caso dei farmaci antiaggreganti (in particolare il clopidogrel) e anticoagulanti (in particolare il warfarin).La ricerca scientifica ha di recente accertato che alcuni fattori genetici sono responsabili della variabilità individuale nella risposta ai farmaci. Individui diversi possono avere variazioni all’interno di un determinato gene (polimorfismo) e questi possono determinare comportamenti diversi nel metabolismo dei farmaci. Trattamento antiaggregante con CLOPIDOGREL Uno dei farmaci di maggior impiego nei pazienti con cardiopatia ischemica, specie dopo un infarto miocardico o una sindrome coronarica acuta, è il Clopidogrel, una tienopiridina che ha una funzione anti-aggregante piastrinica agendo sul recettore dell’ADP, P2Y12, e diminuendo così l’aggregazione piastrinica ADP-dipendente.Una percentuale significativa di pazienti, fino al 30%, è resistente al farmaco ed è quindi meno protetta dal rischio di nuovi episodi ischemici o infartuati.La farmacoresistenza al clopidogrel è dovuta al fatto che il farmaco per poter funzionare deve essere attivato da un enzima epatico che è codificato dal gene CYP2C19.I portatori di varianti alleliche del CYP2C19 (in particolare CYP2C19*2) presentano una ridotta efficacia del farmaco ed è stato dimostrato che hanno una incidenza 2 volte più elevata di andare incontro a complicanze cardiovascolari. Ecco perché dopo un infarto miocardico o una sindrome coronarica acuta (soprattutto se sottoposti ad angioplastica coronaria con impianto di stent), tutti i pazienti in terapia con clopidogrel dovrebbero effettuare uno screening per valutare la eventuale presenza di varianti del gene CYP2C19 che hanno dimostrato di interferire con la risposta al farmaco e che impongono quindi scelte terapeutiche alternative (aumento del dosaggio quotidiano di clopidogrel da 75 mg a 150 mg/dì o la prescrizione di tienopiridine alternative). Trattamento anticoagulante con WARFARIN La variabilità nella risposta alla dose dell’anticoagulante che si osserva fra i diversi pazienti è spiegabile sia con la riduzione del metabolismo del warfarin legata alla variazione genetica dell’isotipo 2C9 del sistema epatico del citocromo P450 (CYP2C9), sia alle variazioni nel complesso vitamina K epossido reduttasi (VKOR).La conoscenza di queste cruciali variazioni genetiche consente al medico di migliorare la scelta della dose giornaliera di warfarin ed è stato dimostrato che questa strategia consente di ridurre del 30% l’incidenza a 6 mesi di complicanze emorragiche e trombotiche nei pazienti sottoposti a terapia anticoagulante cronica. CYP2C9 Il warfarin è metabolizzato dall’isotipo 2C9 del sistema epatico del citocromo P450 (CYP). Fra i circa 12 diversi alleli del CYP2C9 finora descritti, ne sono stati identificati 3 che hanno diverse velocità di metabolismo del warfarin. L’allele wild-type, identificato come CYP2C9*1, e due alleli varianti contrassegnati come CYP2C9*2 e CYP2C9*3.I pazienti con le due varianti alleliche di CYP2C9 hanno un rischio maggiore di andare incontro a una grave anticoagulazione sovra-terapeutica (INR >6,0) e pertanto richiedono la riduzione della dose giornaliera di warfarin (dagli usuali 5 mg/die fino a 2 mg/die). VKOR Il complesso vitamina K epossido reduttasi (VKOR) è l’enzima bersaglio tramite cui il warfarin esplica il suo effetto anticoagulante. Esistono diversi polimorfismi del complesso vitamina K epossido reduttasi che influenzano i requisiti di dosaggio del warfarin perché influenzano la risposta al warfarin. Sono stati individuati 5 aplotipi comuni (così definiti perché si verificano con una frequenza superiore al 5%) identificati come aplotipi H1, H2, H7, H8 e H9.Il requisiti di dosaggio giornaliero per il mantenimento con warfarin sono significativamente differenti nei vari aplotipi: gli aplotipi H1 e H2 impongono l’uso di un basso dosaggio di warfarin (meno degli usuali 5 mg/dì), mentre gli aplotipi H7, H8 e H9 richiedono un alto dosaggio di warfarin (più degli usuali 5 mg/dì).

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17-01-2020
Redazione Laboratorio Analisi Dott. Cerra
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Check-up tiroideo

Sempre più persone soffrono di disturbi legati alla tiroide, un'importante ghiandola coinvolta nella regolazione del metabolismo basale e in numerosi importanti processi. Dal suo malfunzionamento possono derivare sintomi a carico di diversi organi, ecco perchè è importante effettuare dei controlli frequenti.

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17-01-2020
Redazione Laboratorio Analisi Dott. Cerra srl
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Prevenzione: un semplice e rapido emocromo

Le piastrine sono i più piccoli elementi figurati del nostro sangue e rivestono un ruolo fondamentale nella coagulazione; queste cellule, infatti, aggregandosi sono in grado di bloccare le emorragie. Le piastrine si attivano soltanto in risposta a stimoli ben precisi; se avvenisse il contrario, se cioè si aggregassero quando le circostanze non lo richiedono, o se, al contrario, non si attivassero al momento in cui il loro intervento è richiesto, si avrebbero conseguenze molto severe per l’organismo. La conta delle piastrine nel sangue è molto utile per diagnosticare diversi disturbi, non solo del midollo osseo, fegato, coaugulazione, ma anche in caso di tumore, artrite e infezioni di diverso tipo.Un check-up periodico, con un semplice e rapido emocromo, è il modo migliore per prevenire o intervenire tempestivamente in serie patologie. Vi aspettiamo.

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17-01-2020
Redazione Medical Center
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Nuove apparecchiature Walker View e Iso-Free

Medical Center si è recentemente dotato di nuove e sofisticate attrezzature con cui è possibile valutare lo stato e la forma fisica ed eseguire allenamento e recupero funzionale personalizzato. WALKER VIEW Un tapis roulant computerizzato ad alta tecnologia in grado di valutare contemporaneamente ed in tempo reale sia una analisi del passo che del movimento  di tutti i segmenti del corpo. Permette, con un avanzato  sistema di sensori,  telecamere e monitor ad alta risoluzione,  di eseguire  esami  e tests posturali e di movimento specifici  ed allo stesso tempo  di trattare direttamente la Persona correggendo in tempo reale l’assetto posturale in fase dinamica e di movimento, in più valutando di continuo questi parametri  e la eventuale  correzione che viene visivamente trasmessa  dal monitor all’Utente. Dispone di specifici programmi di allenamento che possono essere eseguiti  immergendo la Persona in  una realtà virtuale trasmessa dal monitor  in base all’attività sportiva prescelta. Indicato sia nella riabilitazione e recupero funzionale che nell’allenamento sportivo. ISO-FREE Un apparecchio innovativo che attraverso un sofisticato sistema di rilevamento con telecamere e sensori permette di riconoscere i movimenti della Persona  ed il Suo equilibrio posturale sia statico che dinamico. E’ in grado di eseguire importanti tests modulari specifici per valutazione dell’atteggiamento posturale, statico e dinamico, e tests addizionali per l’analisi del salto e della velocità di reazione specifica nei diversi sport. Fornisce modelli di  riabilitazione, training ed allenamento personalizzabili, con controllo e correzione  del movimento immediatamente  percepiti dalla Persona con visione diretta al monitor, ed anche in questo caso sono  disponibili  specifici programmi di allenamento che possono essere eseguiti  una realtà virtuale trasmessa dal monitor  secondo l’attività sportiva prescelta. E’ estremamente utile in riabilitazione, nel recupero funzionale e nell’allenamento sportivo.

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17-01-2020
Redazione Medica Center
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Corso di Pilates Terapeutico

Dal mese di febbraio presso la nostra struttura è attivo un corso di Pilates Terapeutico, una tecnica riabilitativa che, sotto la guida del terapista, insegna a riconoscere e modificare i movimenti, le tensioni e le posizioni scorrette così da raggiungere e mantenere lo stato di benessere e di consapevolezza del proprio corpo.

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17-01-2020
Leila Codecasa (Corriere della Sera)
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Ricreata la palpebra superiore: raro intervento a Vimercate

Quando è arrivata in ospedale a Vimercate, è entrata nello studio e ha detto al dottore: «Non ne posso più. Per favore faccia qualcosa lei per il mio occhio». Spiega il dottor Natale Di Giacomo, responsabile del settore Oculoplastica: «Aveva un tumore “a cavolfiore” alla palpebra superiore sinistra che la deturpava. Arrivava dal centro Italia, una signora di sessant’anni combattiva ma ormai disperata, mi disse che aveva girato vari ospedali e tutti le avevano risposto che non c’era nulla da fare. O tenere il tumore, con il rischio di metastasi, o provare ad intervenire ma compromettendo l’occhio. Io le ho chiesto carta bianca per operarla». La paziente ha accettato. Intervento complesso La paziente aveva un tumore che rischiava di attaccare il cervello, ma l’asportazione poteva comportare la perdita dell’occhio: impiegata una tecnica all’avanguardia «Abbiamo optato per un tipo di intervento molto complesso ed effettuato rarissimamente in Italia: in parole molto semplici io e la mia equipe – ha spiegato Di Giacomo – abbiamo deciso di asportare completamente la palpebra superiore, di traslare quella inferiore in alto e di utilizzare il tessuto della guancia come palpebra inferiore, salvando almeno una rima palpebrale». La nuova palpebra Due gli interventi: nel primo l’occhio è stato completamente chiuso asportando la palpebra malata, nel secondo, a distanza di circa un mese, la palpebra che nel frattempo si era «stabilizzata» nella sua nuova condizione è stata tagliata a metà creando così due palpebre, inferiore e superiore. «Nel giro di ventiquattr’ore la paziente muoveva la palpebra – ha rivelato il medico —. L’ho rivista pochi giorni fa e sta bene». Di Giacomo si è formato in Spagna ed è specializzato in interventi di questo tipo: «Hanno indirizzato qui la paziente perché sanno che ho questa specializzazione, ma si tratta di un caso raro: io stesso ho usato questa tecnica due sole volte nel corso della mia carriera».

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16-01-2020
ILVIMERCATE.ORG
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PREMIO AL DR. DI GIACOMO

La Provincia ci vede bene... e premia il dottor Di Giacomo

Da anni è un punto di riferimento per l'Oculistica di Vimercate. Professionale ma sempre cordiale e con una grande sensibilità per i pazienti, il dottor Natale Di Giacomo ha portato in città una grande esperienza maturata in Italia e all'estero. Già di diversi anni i suoi interventi ambulatoriali e chirurgici hanno fatto scuola e anche notizia. Basta leggere il numero degli interventi del suo curriculum per capire che tra ricostruzioni delle parete orbitaria, asportazione e neoformazione di palpebre, correzione di macchie, estrazioni extracapsulari del cristallino non si è fatto mancare nulla. Meritato dunque il premio consegnatogli dalla Provincia di Milano, all'interno della grande cerimonia di mercoledì 12 marzo al Teatro del Verme per la “Giornata della Riconoscenza”. Il Presidente della Provincia, Guido Podestà, ha consegnato il Premio Isimbardi a quei cittadini del mondo culturale, sociale, artistico, economico, sportivo, legati al territorio del milanese, che si sono distinti nel propria attività a favore della comunità. La medaglia d’oro è andata, tra gli altri, al dottor Natale Di Giacomo (primo a sinistra nella foto) dirigente medico della Struttura Complessa di Oculistica del Presidio Ospedaliero di Vimercate. “Confesso che ho provato una certa emozione per un riconoscimento importante non solo per me l’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate”, ha ammesso. 

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