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15-06-2022
Redazione Bianalisi
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Presso il Bianalisi Medical Center, il Dott. Matteo Zanelli

Chirurgo ortopedico, specialista di chirurgia protesica di ginocchio e anca

Il Dott. Zanelli nasce e cresce a Parma, all’età di 19 anni si iscrive alla facoltà di fisioterapia, dove consegue la prima laurea. Prosegue gli studi in medicina e chirurgia e nel 2015 termina la Specialità in ortopedia e traumatologia con la votazione di 50/50 con lode.  DI COSA SI OCCUPA Il Dott. Zanelli si occupa della patologia traumatologica di tutto lo scheletro appendicolare, in particolar modo di Chirurgia Protesica di Ginocchio e di Anca. La sua formazione come Fisioterapista prima e come Chirurgo successivamente lo ha portato ad una maggiore consapevolezza che per la buona riuscita di un intervento sia fondamentale, oltre ad un gesto operatorio che rispecchi tutti i crismi delle più moderne tecniche chirurgiche, un’educazione pre-operatoria del paziente e una precoce e personalizzata rieducazione funzionale post-operatoria. LE PRINCIPALI AREE DI INTERVENTO: GINOCCHIOL’articolazione del ginocchio è l’articolazione tra il femore e la tibia, è un'articolazione che deve conciliare due imperativi contradditori, una grande STABILITA’ in estensione completa e una mobilità che permette una flessione completa. Quando l’artrosi (gonartrosi) è avanzata e quando la cartilagine è completamente scomparsa tale da determinare un contatto diretto di osso su osso, la scelta terapeutica diventa CHIRURGICA con la SOSTITUZIONE ARTICOLARE (PROTESI). ANCAL’articolazione dell’anca è l’articolazione tra il bacino ed il femore, è un’unica articolazione sottoposta a GRANDI CARICHI e dotata di un AMPIO MOVIMENTO su tre gradi di libertà.Solo quando l’artrosi (COXARTROSI) è avanzata e cioè quando la cartilagine è completamente scomparsa tale da determinare un contatto diretto di osso su osso allora la scelta terapeutica diventa CHIRURGICA con la SOSTITUZIONE ARTICOLARE (PROTESI).  Tale modalità viene effettuata con un accesso tradizionale posterolaterale e un accesso anteriore mininvasivo (a risparmio tessutale). IL PERCORSO FAST TRACK consiste in un approccio multimodale del paziente (gestione del dolore, del sanguinamento e della ferita) tale da ridurre al minimo lo stress operatorio e di permettere quindi recuri  più veloci e meno debilitanti. I pazienti operati deambulano il giorno stesso dell’intervento a poche ore dall’atto chirurgico.Il Dott. Zanelli inizierà a visitare presso il Medical Center di Bianalisi nella giornata del 11 luglio dalle 16:00 alle 19:00. Scegli se prenotare la tua visita online oppure chiamando al numero di telefono dedicato +39 338 435 9857

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06-06-2022
Dr Gianluca Bianco
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NUTRIZIONE FUNZIONALE: ALIMENTAZIONE ANTI-INFIAMMATORIA E ASSI ORMONALI

Le evidenze scientifiche scaturite dagli ultimi vent’anni di studi sul metabolismo hanno generato importanti mutamenti nell’approccio alla nutrizione clinica, spostando l’attenzione dal conteggio calorico alla definizione di strategie nutrizionali atte a contrastare i processi infiammatori cronici, che stanno alla base dello sviluppo delle patologie croniche di tipo internistico. Il modello “termodinamico” basato sul conteggio delle calorie in entrata e in uscita risulta ancora valido, ma solo nel 15% della popolazione che non ha un problema di infiammazione cronica di basso grado: la restante parte della popolazione è destinata a vivere la perenne frustrazione indotta dal fallimento delle diete a restrizione calorica e di tutti i tentativi incentrati su teorie seducenti ma fantasiose ed improvvisate. Il grasso, infatti, non è tutto uguale: il grasso sensibile alle restrizioni caloriche è caratterizzato da cellule di piccole dimensioni localizzate a livello sottocutaneo, in assenza di processi infiammatori. Viceversa nei casi di adiposità profonda, viscerale e intra-muscolare, le cellule adipose sono caratterizzate da dimensioni maggiori e possono essere infarcite da cellule immunitarie dette “macrofagi”, che inducono infiammazione cronica. Il grasso viscerale e intra-muscolare è quindi fortemente infiammatorio e rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo delle patologie cardio-vascolari e metaboliche (alti livelli di colesterolo LDL, trigliceridi e diabete): le cellule adipose in questo caso sono infatti caratterizzate dal fenomeno dell’insulino-resistenza, che induce un circolo vizioso caratterizzato dalla difficoltà di metabolizzare gli zuccheri, con incremento continuo nel tempo del numero e delle dimensioni degli adipociti. Chi regola i trasferimenti energetici e decide tipologia e localizzazione del grasso, in ogni individuo, è il sistema nervoso autonomo, con il suo braccio ormonale: il cortisolo secreto dal surrene.In condizioni fisiologiche l’attività del sistema nervoso autonomo e del cortisolo al mattino si eleva per fronteggiare le richieste energetiche del corpo: il cortisolo infatti agisce sui muscoli e sul fegato liberando glucosio dalle riserve di glicogeno; durante la giornata il glucosio viene utilizzato dal cervello e dai muscoli, in proporzioni variabili a seconda dello stile di vita individuale. Viceversa la sera i livelli di adrenalina e cortisolo diminuiscono per dar luogo alla fase anabolica, in cui il sistema parasimpatico, tramite acetil-colina e gli ormoni anabolici (glucagone, GH) riparano il corpo durante il riposo notturno. I ritmi biologici descritti possono venire alterati da varie condizioni, accomunate dal fatto che una richiesta di energia extra da parte del cervello, in caso di stress persistente, o da parte del sistema immunitario, in caso di infiammazione cronica, induce una secrezione continua di cortisolo atta a fronteggiare l’incremento di richieste di glucosio. La stessa condizione può innescarsi in caso di scarso apporto energetico al mattino, insufficiente a soddisfare le richieste metaboliche della giornata. Il cortisolo è l’unico ormone catabolico di cui disponiamo, però mentre in presenza di luce “scompone” unicamente muscoli e fegato per ricavare zuccheri, durante la notte anche i recettori presenti sugli organi diventano sensibili alla sua azione, impedendo la fase anabolica e inducendo una progressiva destrutturazione di tutta la massa magra, con importanti conseguenze sul metabolismo e sulla salute. L’eccesso di zucchero prodotto di notte, indipendente dall’introduzione di cibo, viene infatti stoccato dall’insulina in grasso viscerale e intramuscolare, inducendo resistenza all’insulina stessa ed un circolo vizioso caratterizzato dall’impossibilità di perdere il grasso in eccesso, nonostante i vari tentativi incentrati sulla restrizione calorica, che paradossalmente inducono ulteriormente la liberazione costante di cortisolo, con evidenti conseguenze sulla massa muscolare e su tutta la massa magra. Da quanto detto si evince che una adeguata idratazione e ossigenazione, un sonno ristoratore ed il contenimento di stress serali sono indispensabili per “bruciare” il grasso infiammatorio accumulato, ma esistono varie tecniche per ristabilire il ritmo del cortisolo, tra cui lo stimolo indotto dal cibo. L’alimentazione funge da stimolatore dei ritmi biologici tramite due meccanismi: l’effetto PRAL negativo ed il Carico Glicemico. Il PRAL degli alimenti (Potential Renal Acid Load, potenziale di carico acido renale) è un metodo scientificamente validato di calcolo degli affetti acidificanti di un determinato alimento: cibi a PRAL negativo, soprattutto di origine vegetale e non processati industrialmente, hanno un potere alcalinizzante ed anti-infiammatorio, devono pertanto prevalere rispetto ai cibi a PRAL positivo nella stesura di un piano alimentare giornaliero e settimanale. Il Carico Glicemico è un indice relativo all’impatto sulla glicemia indotto da un alimento in base al suo indice glicemico e alla quantità di carboidrati presenti al suo interno.Per ripristinare il fisiologico ritmo ormonale è opportuno stimolare e sostenere l’attività catabolica del cortisolo al mattino tramite cibi ad alto Carico Glicemico, in modo da non indurre deficit di energia; viceversa la sera occorre puntare sul massimo risparmio possibile di insulina, prediligendo cibi a basso Carico Glicemico ed alto impatto funzionale con PRAL negativo. Presso il Centro Bianalisi Fisiomedical, Ambulatorio per il Benessere Cardio-metabolico, viene eseguita l’analisi pletismografica del sistema nervoso autonomo e l’analisi bioimpedenziometrica dell’asse del cortisolo tramite strumenti validati scientificamente e garantiti Biotekna®.Sulla base dei dati acquisiti viene pertanto impostata una strategia di recupero dei ritmi ormonali incentrata sullo stile di vita e sull’alimentazione circadiana, indispensabile alla prevenzione e al trattamento delle patologie croniche degenerative caratteristiche dell’invecchiamento. Dr Gianluca BiancoSpecialista in Medicina Interna con Master in PNEI e Neuromodulazione Perfezionato in Medicina RiabilitativaEsperto in Agopuntura e Nutrizione Clinica

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31-05-2022
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RINNOVO PATENTI GUIDA - NAUTICHE - PORTO D'ARMI IMPERIA

BIANALISI LIGURIA   Presso il nostro centro BIANALISI CENTRO MEDICO POLISPECIALISTICO IMPERIA - Galleria Isnardi, 1/B 1/C Imperia  sono attivi i seguenti servizi:   - Rinnovo patenti di guida - Rinnovo patenti nautiche - Rinnovo porto d'armi   COSA PORTARE: - Documento d'identità in corso di validità - 1 foto tessera   PAGAMENTO CERTIFICATO € 100,00   Per tutte le informazioni chiamare 0183/720007  

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22-04-2022
Bianalisi - Fisiomedical
epicondilite
EPICONDILITE

Definizione: L’epicondilite è stata rinominata ultimamente “Epicondilalgia” poiché si tratta di un disturbo degenerativo muscolo-tendineo dell’ apparato estensore del gomito più che di un processo infiammatorio.   Anatomia essenziale: Il gomito è la regione articolare che unisce l’ omero alle due ossa dell’ avambraccio, radio ed ulna. L’ articolazione del gomito è suddivisa in 3 articolazioni che cooperano nei movimenti: omero-ulnare, radio-ulnare prossimale e omero-radiale che è appunto un condilo. Qui si inseriscono i tendini interessati, estensore radiale breve del polso ed estensore comune delle dita della mano.   Eziologia e fattori di rischio: L’epicondilite è detta anche “gomito del tennista” in quanto è comunemente riscontrata in persone che praticano sport, in particolare tennis e golf ma in genere in tutte quelle attività che provocano ripetuti sovraccarichi dei tendini prima citati. Le continue sollecitazioni traumatiche  ed il sovraccarico determinano la distruzione progressiva della struttura interna del tendine e la degenerazione di cellule e matrice. Alla scarsa microcircolazione locale consegue un’aumento della sintesi immatura di collagene di tipo III facendo degenerare il tendine ed impedendone la guarigione. L’età comune di insorgenza dell’ epicondilite è tra i 40 e 60 anni. Più frequentemente sembrano colpite le donne degli uomini.     Quadro clinico: La sintomatologia si sviluppa gradualmente, da un lieve dolore si può passare ad un dolore più importante localizzato in corrispondenza dell’epicondilo laterale o irradiato lungo l’avambraccio verso il polso. Lo stimolo doloroso man mano scompare a riposo in condizioni di completa distensione e rilassamento muscolo-tendineo.  Si associa perdita di forza e dolore durante la presa o i movimenti di torsione. Con il tempo si può verificare rigidità mattutina e calcificazioni . Il braccio dominante è colpito con maggiore frequenza. Un episodio di epicondilite ha una durata media tra i 6 mesi e i 2 anni, periodo dopo il quale la maggior parte dei pazienti recupera mentre altri possono essere refrattari ai trattamenti.   Diagnosi Clinica: dal punto di vista clinico il sintomo più comune è il dolore locale, talvolta accompagnato da tumefazione, che compare sull’epicondilo nell’esecuzione di movimenti di estensione del polso o prono-supinazione dell’avambraccio. Ciò può essere confermato da alcuni test specifici:  Test di Mills: flessione passiva del polso: Test di Cotzen: estensione attiva contro resistenza del polso: Test di Palpazione dell’epicondilo: pressione applicata nel punto di inserzione dei muscoli epicondiloidei durante movimenti attivi di gomito polso e dita ad opera del paziente.   Diagnosi Strumentale e Differenziale: utili per confermare ed approfondire la Diagnosi Clinica. I più comuni tipi di indagine strumentale utilizzati nello studio dei sintomi dell’epicondilite sono: Ecografia Tendinea (con Color o Power Doppler): per valutare   lo stato di degenerazione endo e peritendinea Radiografia: per evidenziare eventuali calcificazioni o presenza di artrite Risonanza Magnetica: nei casi di sospetto coinvolgimento cervicale Elettromiografia: per escludere compressione nervosa del plesso brachiale   Terapia : Il trattamento dell’ epicondilite è quasi sempre di tipo conservativo. In fase acuta prevede il riposo, l’utilizzo di FANS e Terapie Fisiche a scopo antinfiammatorio, antidolorifico e antiedemigeno (crioterapia, ultrasuoni, ionoforesi, Laser Hilt, Tecarterapia). Le iniezioni di corticosteroidi, l’Agopuntura e la Mesoterapia forniscono effetti benefici a breve termine.  In fase post-acuta viene impostato un programma specifico di rieducazione funzionale, spesso abbinato all’ applicazione di un bendaggio funzionale, Kinesiotaping  o all’ausilio di Ortesi controrotanti.  Tutte terapie indicate vengono eseguite presso Bianalisi Fisiomedical da medici e fisioterapisti dalla comprovata esperienza pluriennale. Gli obiettivi della rieducazione funzionale sono quelli di aumentare l’elasticità e la flessibilità della muscolatura, ridurre gli effetti dannosi dovuti ad allungamenti improvvisi ed eccesivi e favorire la coordinazione dei movimenti.  Spesso viene associata la Terapia Manuale (massaggi trasversi profondi, connettivali o trattamenti di eventuali Trigger Points Miofasciali).   Fin da subito è necessario prendere in considerazione la modifica della postura e del carico di lavoro (lavori faticosi manuali)  mantenendo l’arto interessato a riposo durante la fare acuta. Negli ultimi anni sono stati dimostrati i vantaggi dati dalla Terapia con Onde d’Urto che, talvolta, può scongiurare l’intervento chirurgico. Nel circa 5% dei casi, la sintomatologia può non risolversi in un periodo compreso tra i sei mesi ed un anno ed essere resistente ai trattamenti prima elencati. In tal caso il medico può ricorrere alla Terapia Chirurgica (percutanea, artroscopica o incisionale).  Essa deve basarsi su alcuni obiettivi primari: indentificare il danno, asportare il tessuto danneggiato salvaguardando le parti sane e l’esecuzione di un’accurata Riabilitazione Post-Operatoria. Quest’ultima ha una durata di circa tre mesi ed il ritorno all’attività sportiva può avvenire tra il quarto e il sesto mese, non prima comunque che sia stata ripristinata una buona forza muscolare.

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20-04-2022
rinnovo-patenti-guida-nautiche-porto-darmi
RINNOVO PATENTI GUIDA - NAUTICHE - PORTO D'ARMI

BIANALISI LIGURIA   Presso il nostro centro BIANALISI OMNIA MEDICA - Via Pirandello 1 - Savona  sono attivi i seguenti servizi:   - Rinnovo patenti di guida - Rinnovo patenti nautiche - Rinnovo porto d'armi   COSA PORTARE: - Documento d'identità in corso di validità - 1 foto tessera   PAGAMENTO CERTIFICATO € 90,00   Per tutti i dettagli chiama 019.827231 dalle ore 8.30 alle ore 19.00

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06-05-2022
Dott. Gianluca Bianco - Direttore Sanitario Bianalisi Fisiomedical
l-rsquo-analisi-della-matrice-extracellulare-in-riabilitazione
L’ANALISI DELLA MATRICE EXTRACELLULARE IN RIABILITAZIONE

La matrice extracellulare è una sostanza gelatinosa che contiene tutte le differenti cellule del tessuto connettivo. Distribuita ubiquitariamente in tutti i tessuti corporei, è composta da una porzione fibrosa di proteine e da una porzione liquida di zuccheri e proteine (glicosaminoglicani, glicoproteine e proteoglicani). Lungi dall’essere meramente una struttura di sostegno, all’interno della matrice extracellulare avvengono tutti i processi di scambio metabolico, comunicazione e regolazione delle funzioni cellulari, anche di tipo immunitario. Dal punto di vista fisiologico la matrice extracellulare è caratterizzata da un continuo processo di rimodellamento che segue i ritmi circadiani, in particolare il ritmo del cortisolo, passando da una fase di degradazione durante le prime fasi della giornata, ad una fase di ricostruzione serale e notturna. Quando si verifica la perdita della ritmicità del cortisolo per stress cronico e infiammazione, si perde il bilanciamento tra fase catabolica e fase anabolica e la matrice extracellulare subisce dei processi di espansione, in seguito all’accumulo di prodotti di scarto del metabolismo. Il processo descritto induce una progressiva fibrosi e degenerazione della matrice stessa, che è alla base di dolori cronici e disfunzioni dell’apparato locomotore, in virtù del ruolo del collagene nell’integrità dei legamenti, dei tendini e delle articolazioni. Per quanto espresso precedentemente, le conseguenze della rigidità della matrice non inducono alterazioni unicamente a carico dell’apparato locomotore, essendo viceversa compromessi tutti i processi di scambio tra le cellule, vitale per ogni tipo di funzione. Tra i prodotti di scarto presenti nella matrice gioca un ruolo fondamentale il potassio, la cui fuoriuscita dalle cellule induce alterazioni del potenziale di membrana di tutte le cellule, inficiando la trasmissione nervosa: questo aspetto riveste un’importanza particolare durante i processi riabilitativi e di recupero motorio. Normalmente la percentuale di matrice extracellulare non deve superare il 20% del peso corporeo, rappresentando una consistente porzione della massa magra: tramite l’analisi avanzata della composizione corporea BIA-ACC il medico è in grado di diagnosticare la perdita del ritmo del cortisolo, analizzare i processi di espansione della matrice e quantificare il potassio extracellulare. Durante i moderni percorsi riabilitativi è pertanto fondamentale affiancare all’intervento neuromotorio e biomeccanico sull’apparato locomotore, un percorso atto ad indurre il drenaggio della matrice extracellulare dai cataboliti ed il ripristino dei fisiologici scambi metabolici, oltre che della conduzione nervosa, al fine di favorire il recupero motorio e prevenire l’insorgenza di recidive. Oltre alle indicazioni inerenti il corretto stile di vita, funzionale a stimolare la ritmicità del cortisolo (alimentazione bilanciata di tipo circadiano, supplementazione funzionale, biofeedback respiratorio, stimolazione del sistema nervoso autonomo al mattino) la terapia di regolazione della matrice extracellulare tramite strumento validato Regmatex consente, in virtù di un meccanismo denominato biofeedback elettrodermico, di analizzare e correggere le alterazioni del potenziale di membrana di tutte le cellule corporee, favorendo i processi di scambio ed il ripristino delle funzioni dinamiche della matrice stessa, coinvolta nei processi di neuro-immuno-modulazione. I dispositivi menzionati sono in uso presso l’ambulatorio di dolore cronico, stress e infiammazione del Poliambulatorio Fisiomedical-Bianalisi di Roma. Dr Gianluca BiancoSpecialista in Medicina Interna con Master in PNEI e NeuromodulazionePerfezionato in Medicina Riabilitativa e Ossigeno-Ozono TerapiaEsperto in Agopuntura e Nutrizione Clinica

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